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Dirigente politico ucciso dalla mafia. Il delitto è rimasto impunito
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La stampa e il "caso Bongiorno"
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5 dicembre 2005

Grazie alla stampa il caso Bongiorno approda in Parlamento

La "grande stampa" obiettiva e imparziale

          
La notizia dell’uccisione di Paolo Bongiorno fu diffusa da tutta la stampa nazionale, non scrisse una riga solo Il secolo d’Italia, il giornale del M.S.I., partito erede del fascismo. La “grande stampa” riportò la notizia con obiettività e imparzialità.

 I maggiori quotidiani nazionali (Il Corriere della Sera, La Stampa e Il Messaggero), nonostante le nota “orientativa” del prefetto di Agrigento,  nei titoli, diedero rilievo all’attività politica e sindacale della vittima.
    I tre giornali riportarono la notizia in modo identico, attenendosi alla versione ufficiale diffusa dall’ANSA, la più importante agenzia di stampa in Italia.  L’articolo parlava di “sindacalista della Camera del Lavoro ucciso nell’agrigentino”. "Riguardo al movente del delitto – scrivevano i tre quotidiani – “non viene esclusa anzitutto la causale politica dell’omicidio, in conseguenza di contrasti sorti, molto probabilmente, nella imminenza per le elezioni amministrative. Il Bongiorno era candidato nella lista comunista e può darsi che la causa prima dell’attentato sia da ricercarsi in un dissidio con elementi del luogo”.
Il Messaggero, 29 settembre.

                                             
Il Corriere della Sera, 29 settembre.
                            
La Stampa, 29 settembre 1960.

                                       
   L’Unità, il giornale del Partito comunista italiano, allora diretto da Pietro Ingrao, diffuse la notizia con tanta enfasi. Fece inchieste su più fronti, intervenne con forza presso la magistratura. Riportò la notizia del delitto in prima pagina: “Dirigente comunista assassinato in Sicilia” (l’Unita, 29 settembre 1960. Roma.).
l'Unità, 29 settembre 1960.

                               
l'Unità, 29 settembre 1960. 
                           

I giornali siciliani, Il Giornale di Sicilia e La Sicilia invece riportarono la notizia sottovalutandone la caratteristica politico mafiosa, facendo da grancassa alla già citata “nota orientativa” del Prefetto di Agrigento.

  “Un bracciante assassinato da due scariche di lupara” (Giornale di Sicilia, 2° settembre 1960. Palermo.). “Ucciso un ex sindacalista del Pci” (LA SICILIA, 28 settembre 1960. Catania.). La Sicilia del Popolo accusò i giornali di sinistra “Artificiosa speculazione della stampa comunista” (Sicilia del Popolo, 29 settembre 1960) di speculazione politica sul delitto Bongiorno.

Il Giornale di Sicilia, 29 settembre 1960. 
                                       


L’ORA
, il giornale siciliano delle grandi inchieste, mandò i suoi migliori inviati a raccontare il delitto del sindacalista Bongiorno. Chiara la trama, chiaro il movente. Ma non c’erano né prove né testimonianze per individuare killer e mandanti. I giornalisti dell’ORA seguirono con molta attenzione il delitto del sindacalista di Lucca Sicula. Splendida la cronaca di Michele Cimino “Il delitto di Lucca Sicula. Sanguinoso preludio alla campagna elettorale nell’agrigentino” (L’ORA, 29 settembre 1960).
 L'ORA, 28 settembre 1960

                                               
          L'ORA, 29 settembre 1960
                                     
L'ORA, 1 ottobre 1960
                                    
  La Sicilia del Popolo,  riportò la notizia dell’omicidio morbidamente “Le indagini per l’omicidio di Lucca Sicula”  (La Sicilia del Popolo, 28 settembre 1960. Palermo.) e parlò di “bracciante assassinato” o di “ex segretario della Camera del lavoro”. Accusò la stampa di sinistra di aver ordito una “artificiosa speculazione comunista”.
La Sicilia del Popolo, 30 settembre 1960
                                             
    
Fu vasta l’eco del delitto e importantissimo il ruolo dei mezzi d’informazione nello svolgimento delle indagini.

Se non ci fosse stato l’interesse della stampa, avremo modo di capire, non si sarebbero aperte neanche le indagini. Il caso Bongiorno, invece, giunse in parlamento. Servì anche da pretesto per sollecitare al governo Fanfani l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sulla mafia, sulla quale si era già espressa favorevolmente la maggioranza del Senato della Repubblica. 
LA <<NOTA ORIENTATIVA>> SULLA FIGURA DELLA VITTIMA
DIFFUSA ALLA STAMPA  DAL PREFETTO DI AGRIGENTO




permalink | inviato da il 5/12/2005 alle 0:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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